Il Progetto Scuola a La Villa

Quando nel resto dell’Italia l’anno scolastico era già finito, la Fondazione è andata nell’unica provincia in cui continuavano le lezioni: quella di Bolzano. Qui ad accendere la miccia sono stati gli amici della Maratona dles Dolomites, che l’anno scorso hanno sostenuto il nostro progetto scuola con una donazione di 10.000 euro. Con una sola clausola: che lo portassimo anche in Alta Badia. E allora eccoci, dall’8 al 10 giugno, nelle aule delle Scores Altes, le scuole superiori di La Ila (in ladino), La Villa (in italiano), Stern (in tedesco). In questo edificio sono riuniti l’Istituto Tecnico Economico, il Liceo Linguistico e il Liceo delle Scienze Umane.

Il percorso

Il primo incontro lo ha tenuto Marco Scarponi e ha coinvolto tutti gli studenti e le studentesse dei tre istituti, che arrivano ogni giorno a La Villa da tutta l’Alta Badia: a loro (e ai loro insegnanti e dirigenti) Marco ha raccontato la storia di Michele, ottenendo un silenzio partecipe e commosso. Il piede a terra che è diventato il logo della Fondazione adesso è una storia che i ragazzi dell’Alta Badia difficilmente dimenticheranno: un conto è raccontare ai ragazzi che ogni anno sulle strade italiane si perdono tremila vite, tutto un altro conto è raccontare loro la storia di uno di quei tremila. A maggior ragione se quell’uno è stato un ragazzo come loro, con i suoi sogni e le sue ambizioni, poi è diventato quello che sognava, vincendo addirittura il Giro d’Italia, e un giorno all’improvviso è stato ucciso a poche centinaia di metri da casa, mentre si stava allenando. Stava facendo il suo lavoro. Bastano un paio d’ore con Marco perché questa storia cambi per sempre la percezione della strada da parte dei ragazzi.

Il secondo giorno tocca alle classi prime e seconde, a lezione di linguaggio con l’aiuto di Alessandra Giardini, giornalista che per la Fondazione è l’esperta di parole: e infatti ha spiegato ai ragazzi che cosa cambia quando si usano le parole giuste per raccontare la violenza stradale. La cultura è un antidoto potente alla violenza, ecco perché la Fondazione ha deciso di fare del progetto scuola il suo pilastro.

Terzo giorno di formazione: si parte con Alessandra che legge (molto) e corregge (poco) gli articoli scritti dai ragazzi, che dimostrano di aver capito come si usa correttamente il linguaggio.

Poi tocca ancora a Marco, che fa lezione pratica di bici, montando e smontando una Brompton. E Luca, uno dei ragazzi, replica subito senza fare errori. In Alta Badia sono moltissimi i ragazzi che si spostano in bicicletta (e-bike soprattutto) e con loro parlare dei mezzi e delle regole della strada è più facile del solito.

I risultati

Chiudiamo questa tre giorni con i video di Michele, che rendono ancora più chiaro il messaggio. Michele a Filottrano, con la sua famiglia. E Michele sul Colle dell’Agnello, perché è il piede a terra a dirci dove dobbiamo andare: rinunciare alla propria vittoria personale per una vittoria più grande, quella di un compagno di squadra, di un altro, è il messaggio. Un gesto che sarà anche fuori moda, ma che i ragazzi dimostrano di capire nel profondo. Gli occhi lucidi nella foto finale ce lo ricordano. E i bigliettini che abbiamo chiesto ai ragazzi di scrivere raccontano le loro emozioni. Qualcuno scrive forza, un altro amico, un altro ancora fratello.

Qualcuno usa qualche parola in più: ho sentito l’amore che si può avere per qualcun altro.

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Per maggiori informazioni, contattaci: 347 5929666 – info@fondazionemichelescarponi.com

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