Una nuova area pedonale di circa 800 m² è stata realizzata davanti l’Istituto Marconi‑Pieralisi: dotata di tavoli, panchine e nuove alberature, porta la quota di spazio destinata alle persone dal 22% al 60%. La rimozione di alcuni stalli di sosta ha consentito di restituire continuità, sicurezza e qualità allo spazio pubblico, in coerenza con i principi dell’urbanistica tattica. L’intervento, progettato dagli studenti nell’ambito del percorso formativo della Fondazione Michele Scarponi, ribalta le proporzioni della strada a favore di sicurezza, ambiente e socialità.
La strada scolastica
Riconvertire lo spazio pubblico urbano, sottraendolo alle automobili per restituirlo alla socialità, alla sicurezza e ai giovani. Con questo obiettivo nasce il progetto della strada scolastica di via Raffaello Sanzio che ha visto protagonisti i ragazzi dell’IstitutoMarconi-Pieralisi di Jesi, lo stesso frequentato da Michele Scarponi, autori di un intervento concreto di urbanistica tattica e ridistribuzione democratica dello spazio comune.
Le strade scolastiche costituiscono un dispositivo ormai consolidato nel panorama europeo: si tratta di aree pedonali o a traffico limitato realizzate in prossimità degli istituti scolastici per contenere l’ingresso dei veicoli negli orari più critici. Questi interventi:
- contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria
- incrementano la sicurezza stradale
- promuovono la mobilità attiva di bambini, ragazzi e famiglie
Riducendo smog e congestione, tutelano la salute dei più giovani, favoriscono il loro benessere cognitivo e restituiscono spazio pubblico alla comunità, trasformando l’accesso alla scuola in un ambiente più sano, accogliente e funzionale. Per questo le strade scolastiche si confermano una misura a elevata efficacia, capace di generare benefici immediati sia per la comunità educante sia per il contesto urbano nel suo complesso.
Il percorso educativo con la Fondazione
Durante il percorso di formazione, i ragazzi hanno analizzato lo stato di fatto intorno al plesso scolastico, indagato le abitudini e i bisogni della comunità e immaginato soluzioni concrete attraverso interventi di urbanistica tattica. Nel percorso di progettazione, gli studenti hanno analizzato la strada non solo come via di transito, ma come spazio pubblico, studiandone criticità e potenzialità. Divisi in gruppi di lavoro, i ragazzi hanno così disegnato la loro strada scolastica ideale, ispirandosi ai migliori modelli europei.
Dall’analisi degli studenti sono emerse richieste molto concrete:
- marciapiedi più larghi per muoversi in sicurezza
- nuove alberature contro il caldo estivo
- aree di sosta con tavoli e sedute per l’ingresso e l’uscita da scuola
Alla base delle loro esigenze l’idea di uno spazio che possa diventare una vera e propria piazza tattica di quartiere, aperta anche ai residenti come luogo di incontro.
Gli studenti hanno quindi messo in pratica i principi dell’urbanistica tattica, una strategia che si basa su interventi di rigenerazione urbana rapidi, economici e reversibili. Attraverso l’uso di colore, arredi mobili e micro-pedonalizzazioni, questa pratica permette di modificare temporaneamente la struttura di una via o di una piazza senza interventi strutturali pesanti. In questo modo si migliora immediatamente la qualità dello spazio pubblico, stimolando la socialità, l’incontro e il senso di comunità, e permettendo di verificare sul campo l’efficacia delle nuove soluzioni insieme ai cittadini e alla comunità scolastica prima di eventuali trasformazioni permanenti.
Come ha sottolineato il Dirigente Scolastico, la partecipazione degli studenti e delle studentesse ed il loro impegno per la buona riuscita del progetto sono stati importantissimi.
Assumendo il ruolo di urbanisti, gli alunni e le alunne hanno elaborato proposte progettuali che interpretano lo spazio pubblico come luogo di relazione e inclusione, traducendo le proprie osservazioni e idee in layout planimetrici, schizzi e schede descrittive. Il laboratorio ha favorito l’acquisizione di competenze di lettura critica del contesto urbano e di progettazione integrata, stimolando la capacità di analisi, sintesi e visione sistemica.
Il progetto finale è nato così da un lavoro di squadra: dopo il confronto tra le idee dei ragazzi, la Fondazione Michele Scarponi, l’amministrazione comunale e la dirigenza scolastica, l’intervento di urbanistica tattica è stato realizzato sul campo.
L’urbanistica tattica davanti l’Istituto Marconi – Pieralisi
Il progetto ha previsto la rimozione di 6 stalli di sosta presenti lungo il lato della carreggiata antistante il plesso scolastico, ricollocati nelle vie limitrofe, al fine di consentire l’ampliamento del marciapiede (larghezza pari a 6,50 m) e poter di conseguenza inserire nuovo arredo urbano – tavoli, panchine e alberature – destinato a qualificare le aree di sosta e socializzazione e a migliorare il comfort microclimatico.
In corrispondenza dell’intersezione con via Radiciotti è stata prevista la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali mediante l’allargamento dei marciapiedi, così da ridurre la lunghezza di attraversamento, impedire la sosta irregolare e incrementare la visibilità reciproca tra pedoni e automobilisti.
Per garantire la chiara riconoscibilità dei nuovi spazi pedonali e rafforzarne l’identità visiva, il progetto ha proposto di adottare una colorazione dedicata della pavimentazione asfaltata, in linea con le più recenti applicazioni di urbanistica tattica diffuse a livello europeo. Questa scelta serve a rafforzare la percezione dello spazio pedonale e a migliorarne la qualità d’uso, tracciando visivamente i confini di un luogo d’incontro in cui l’auto non è più la priorità. L’area è stata arricchita con fioriere e piante, creando un ambiente accogliente che favorisce il benessere e la socializzazione.
La riqualificazione della strada a servizio della scuola ha prodotto così un significativo riequilibrio nella redistribuzione dello spazio pubblico. Prima dell’intervento, infatti, il 78% della superficie era destinato alla mobilità veicolare (tra sosta e corsia di marcia) e solo il 22% agli studenti e alle aree verdi. La nuova configurazione ribalta queste proporzioni, introducendo una ripartizione più equa e coerente con i principi di democrazia dello spazio pubblico e di mobilità sostenibile: il 40% resta dedicato ai veicoli motorizzati, mentre ben il 60% viene restituito alle persone, al verde e agli spazi di relazione.

